La Via Matildica del Volto Santo, che congiunge Mantova, Reggio Emilia e Lucca passando per il cuore della Pianura Padana e il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, è l’idea di un grande percorso europeo, che penetra nell’immaginario culturale, storico, economico e religioso del Continente.

LA RISCOPERTA DI UN TERRITORIO

L’Italia delle regioni è attraversata da altre regioni. In effetti, la lunga storia della nostra penisola ha determinato la formazione di realtà riconoscibili che intersecano tematiche culturali, storiche e di fede non leggibili solamente dall’odierna suddivisione amministrativa. In questo quadro, desta un particolarissimo interesse la regione di Matilde che si snoda dal nord al centro dell’Italia, costituendo il perno di collegamento tra il nord Europa e Roma. In queste terre ancora oggi si leggono i segni lasciati da Matilde di Canossa e dai suoi avi, di Sant’Anselmo da Lucca, vescovo itinerante con Matilde che da Lucca si  è spostato a Reggio Emilia e poi a Mantova (di cui è ancora Santo Patrono), e di San Pellegrino il principe scozzese che sulle orme di San Colombano ha ripercorso lo stesso cammino dal Nord Europa. In questo percorso idealmente matildico si incontrano Castelli, Pievi, Monasteri e Abbazie, città rinascimentali e borghi medioevali, legati da una via che unisce il Garda con il Po fino a raggiungere l’Appennino attraverso la conoscenza delle varietà di un territorio spettacolare ed ancora parzialmente sconosciuto in questa direttiva culturale. Muovendosi per le strade che collegano Mantova e Lucca, si potranno quindi ritrovare: architetture e ambienti naturalistici unici da vedere; suoni di campanili o le sferragliare di macchine, il rumore delle foglie mosse dal vento o lo scrosciare dei torrenti insieme al silenzio, quel silenzio del grande fiume così mirabilmente descritto da Giovannino Guareschi; gli odori delle città che si alternano ai boschi o ai grandi campi coltivati della pianura; e ancora la sensazione del toccare la terra, e l’acqua, il freddo e il caldo, la sensazione dell’afa e della frescura; per finire con le impressioni destate dai cibi nelle varietà di tradizioni unificate dalla storia. Sono questi segni lasciati sul territorio che ci permettono ancora oggi di apprezzarne le gesta nei territori lungo l’asta del Po e sulla cordigliera appenninica. Lo straordinario connubio tra la storia medioevale e la ricchezza naturalistica data dalla presenza del Grande Fiume e dell’Appennino Tosco Emiliano, può dar vita a un sistema turistico completo, che offra scenari e suggestioni tutti da gustare, attraverso il coinvolgimento di tutti i sensi. Un’area unica anche per i valori economici e produttivi che esprime, capace di dar vita ad esperienze studiate in tutto il mondo come quelle dei distretti e della “Terza Italia”. È proprio il lavoro esperto dell’uomo, infatti, che ha creato eccellenze nei settori manifatturieri, oltre che decine di prodotti DOP e IGP ormai consacrati a livello globale, come il Parmigiano Reggiano e l’Aceto Balsamico. Questo importante intreccio di natura, cultura e tessuto socio-economico si rivela e si esprime in tutto il suo fascino nei territori matildici complessivamente intesi. L’idea della Via Matildica del Volto Santo è quindi un modo per integrare e mettere a sistema tante piccole eccellenze locali, proiettandole sulla scala globale.

Una strada che riscopre il passato per dare una nuova idea di sviluppo al futuro, lungo una direttrice nord-sud che ha l’ambizione ideale di ricucire le connessioni tra Nord Europa e Mediterraneo.

Il sentiero di Matilde: tra storia, cultura e fede

L’epoca di Matilde è fortemente connotata da temi religiosi: la lotta per le investiture è uno di questi temi, ma non il solo. Questa è infatti anche l’epoca della riscoperta dei pellegrinaggi, cioè di quei percorsi alla ricerca della fede: Santiago di Compostela, Il Santo Sepolcro e Roma, proprio in quest’epoca vivono una nuova vita. Contemporaneamente, in parallelo alle grandi mete, si sviluppa una rete di pellegrinaggi anche verso mete più vicine ma sempre significative, cosicché ogni chiesa, basilica, abbazia o monastero tende a costituire una propria meta di pellegrinaggio talvolta trasformandosi essa stessa nel luogo d’arrivo: con l’acquisizione delle spoglie di un martire o di una preziosa reliquia, il tutto di chiara derivazione antropologica. Ed è proprio in mezzo a queste esperienze che s’innestano, probabilmente, i cammini nei territori di Matilde a carattere devozionale:

  • A Mantova, il sangue di Cristo, ivi portato secondo la tradizione da San Longino, il centurione che trafisse Gesù morto sulla croce, riposto nelle ampolle custodite nella Chiesa di Sant’Andrea, opera massima di Leon Battista Alberti;
  • A Lucca, il Volto Santo, il crocefisso ligneo che la leggenda definisce un’opera acheropita, fatta trovare già scolpita a Nicodemo, il discepolo che depose Cristo nel sepolcro;
  • San Pellegrino in Alpe, da sempre meta di pellegrinaggi grazie al mito di San Pellegrino, che sarebbe morto in questi luoghi nel 643 dopo aver scritto la sua vita dentro una corteccia d’albero, creando fin da subito un’aura di spiritualità.

Un percorso che intende inserirsi nel grande progetto europeo degli Eurovelo, puntando sulla mobilità lenta come cifra di un nuovo modo di fare rete tra comunità e territori.

UN GRANDE ITINERARIO DI FEDE E CULTURA TRA LOMBARDIA, EMILIA E TOSCANA

IL CAMMINO:

La figura di Matilde di Canossa, personalità chiave del medioevo europeo, è direttamente legata a quattro luoghi emblematici:

  1. Mantova, che diede i natali a Matilde;
  2. San Benedetto Po, nella cui abbazia ebbe sepoltura prima di essere trasportata in Vaticano;
  3. Canossa, dove avvenne il noto episodio dell’umiliazione dell’Imperatore di Germania;
  4. Lucca, città originaria della famiglia di Matilde.

Recenti risultanze storiche hanno dimostrato che questi quattro luoghi sono tra loro collegati da una direttrice commerciale di percorrenza che si affermò sin dall’alto medioevo e che più tardi si configurò come la “Via Teutonica”, alternativa alla Francigena, dalla quale si differenzia perché si apriva direttamente sul contesto geografico e politico culturale germanico, incentrandosi lungo l’asse della Val d’Adige. Questa circostanza è supportata dalla elevata concentrazione di monumenti e beni culturali che punteggiano tale asse geografico da Mantova a Lucca, dando origine ad sistema storico-culturale collegato direttamente alla figura di Matilde di Canossa. Una fitta sequenza di potenti abbazie, ospitali medievali, pievi, rocche e castelli, città murate e splendidi luoghi d’arte, tracciano di fatto un vero e proprio itinerario culturale di altissimo livello, certamente tra i più importanti d’Italia e tra i più significativi d’Europa. Inoltre, non è un caso che Mantova sia gemellata con la città tedesca di Weingarten, nota per l’importante Abbazia, con la quale condivide il culto per le ampolle del sangue di Cristo e l’influenza di Matilde. Ed è proprio dalla città Sveva che parte uno dei tanti rami delle strade che conducono a Santiago de Compostela, creando così un meta collegamento tanto ardito quanto affascinante. Sussistono quindi tutte le condizioni per mettere a sistema l’eccellenza di questo territorio, nell’intento di realizzare un itinerario culturale di altissimo livello direttamente innestato sulla grande direttrice turistica di area tedesca che conduce in Italia lungo la via del Brennero e che arriva fino alle regioni tirreniche, realizzando quel collegamento Ti-Bre di cui si parla da oltre due decenni. Questo grande itinerario non possiede tuttavia soltanto una valenza storico-culturale ed economica, ma coniuga anche una altrettanto significativa rilevanza etico-religiosa poiché raccorda, come già evidenziato, due dei più importanti luoghi legati al alla religiosità medievale: il Volto Santo di Lucca e le Sacre Ampolle del sangue di Cristo, conservate in S. Andrea a Mantova. La vocazione religiosa di questo itinerario è marcata dalla fitta sequenza di segni testimoniali che creano di fatto un autentico sentiero di pellegrinaggio che schiude agli uomini del terzo millennio inaspettati scenari di Fede e Religiosità. Lungo questi perni, quindi, si incardina il tracciato della Via Matildica del Volto Santo, che attraverso la riscoperta del pellegrinaggio intende realizzare un percorso che sia il mezzo con cui arrivare a costruire un nuovo sistema di sviluppo e di crescita dei territori. Il successo del Cammino di Santiago testimonia che l’integrazione di fede, tradizione, cultura, ambiente e storia è un modo vincente per veicolare una regione nel mondo: le peculiarità della Via Matildica del Volto Santo rendono possibile immaginare un esito simile.

Un cammino, lungo le terre dei Canossa, che dalla città di Mantova attraversano la pianura padana, si inerpicano sull’appennino e ridiscendono in toscana alla città di Lucca, immettendosi nella via Francigena. È l’antico itinerario dei pellegrini che scendevano dalle regioni germaniche alla volta della città di Roma. Il percorso si snoda sui territori matildici, da Mantova a Lucca.