Dalla Chiesa Parrocchiale di San Pellegrino si oltrepassa il Torrente Crostolo sull’omonimo ponte , fatto costruire dal duca estense Ercole III alla fine del XVIII secolo, imboccando il percorso ciclo pedonale che, seguendo il corso d’acqua, sale fino a Vezzano sul Crostolo, dapprima su fondo asfaltato e successivamente su sentieri a fondo naturale. Di qui, sino all’inizio delle prime propaggini collinari, il paesaggio va arricchendosi di superfici terrazzate incise da ripide scarpate ammantate da macchie boschive. In questo contesto la coltura prevalente e’ quella della vite, i cui impianti a sostegno artificiale hanno da tempo sostituito i tradizionali filari alberati. A Vezzano il paesaggio e’ invece caratterizzato dalla “vena del Gesso”, lungo cordone di rocce gessose che taglia trasversalmente la vallata del T Crostolo , ergendosi improvviso dai fianchi collinari . L’estrazione del gesso costitui’ per secoli una delle principali occupazioni degli abitanti ,che lavoravano il minerale, cuocendolo entro piccole fornaci per trarne il cosidetto “gesso da presa”, ampiamente utilizzato nella edilizia dei secoli passati. Oltrepassato Vezzano,seguendo la pista ciclabile pedonale che costeggia il T.Crostolo si raggiunge l’area di sosta attrezzata del parco della “Pineta”