Tappa N.8 : da Gazzano a San Pellegrino in Alpe (22.4 KM)

La tappa più alta e più impegnativa della Via Matildica del Volto Santo che tocca il crinale dell’appenino per arrivare poi a San Pellegrino in Alpe, spartiacque tra Emilia e Toscana. In caso di condizioni meteo difficili o in stagioni fredde è possibile affrontare la variante illustrata nella tappa 8b

Descrizione tappa

Aggiornamento 14 luglio 2024: dopo Gazzano in corrispondenza della fontana della Madonnina della Pila è necessario salire sulla destra il sentiero accennato che porta alla soprastante strada provinciale e così bypassare la frana presente sul sentiero all’altezza della galleria della torre dell’Amorotto. Prestare attenzione sulla strada provinciale per i lavori ancora in corso sulla carreggiata.

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Da Gazzano ci dirigiamo verso Civago seguendo il sentiero 690 che passa anche dai ruderi della antica torre dell’Amorotto (qui possiamo aggirare la torre sulla sinistra o sulla destra, nell’ultimo caso dovremo affrontare sulla strada il passaggio attraverso una galleria corta ma buia).  Arrivati a Case Civago imbocchiamo il sentiero 605 che ci porterà fino al rifugio Segheria a quota 1.400 metri. Di qui prendiamo il sentiero n 681 fino al Passo delle Forbici e da qui la strada forestale (00) fino al punto più alto dell’intera Via Matildica del Volto Santo: i quasi 1700 metri del Passo del Giovarello dove lo sguardo spazia sui grandi panorami del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano.

Dal Giovarello scendiamo per il sentiero 601 fino alla Piana della Maccherie e imbocchiamo la traccia dell’Alta Via dei Parchi (n. 591) per arrivare ai prati di San Geminiano e con il sentiero Matilde arrivare al Passo delle Radici.

Dal Passo il sentiero scende sulla destra tra bosco e prateria passando dal rifugio Pradaccio. Qui ormai siamo in vista, manca circa un chilometro, di San Pellegrino in Alpe.

Informazioni utili

AVVERTENZA IMPORTANTE: questo tracciato della tappa affronta territori di montagna e crinale con quote superiori ai 1500 metri. E’ da effettuarsi con condizioni meteo non avverse e preferibilmente dalla tarda primavera ad inizio autunno. In altri periodi è possibile trova neve e terreno ghiacciato. Nei periodi non indicati si può percorrere il tracciato previsto nella tappa 8B.

Punti di ristoro (acqua e cibo): da Civago al Passo delle Radici si affronta un territorio di alta montagna dove i punti di appoggio sono rappresentati da rifugi e bivacchi. In particolare il rifugio Segheria e nei fine settimana estivi il rifugio San Leonardo. E’ bene sempre verificare direttamente con le strutture i giorni di apertura. Per l’approvvigionamento di acqua esistono sul percorso o nelle vicinanze diverse fonti.

Accesso ai mezzi pubblici:  Civago è collegata con Castelnovo ne’ Monti da bus di linea con un paio di corse giornaliere. Da qui in poi la prima fermata di trasporto pubblico che si incontra è al Passo delle Radici con la linea che conduce a Castelnuovo Garfagnana e poi a Lucca. Sul lato modenese la prima fermata utile è a Piandelagotti.

Farmacie: non ci sono farmacie sul tracciato di tappa o nelle immediate vicinanze. Tenerlo quindi presente nell’affrontare il tragitto.

Dove alloggiare

A San Pellegrino in Alpe è possibile trovare alcune strutture che oltre alla ristorazione offrono anche ospitalità:

  • Albergo – Ristorante L’Alpino: 0583.649068
  • Albergo – ristorante L’Appennino: 0583.649069
  •  Rifugio Il Pradaccio: 339.8719534
  •  Rifugio Burigone328.9356219 o 0583.1805849 info@rifugioburigone.it

Altre soluzioni si possono trovare proseguendo la tappa da San Pellegrino verso Castiglione Garfagnana o deviando dal tragitto per brevi tratti.

La casa vacanze Casa Della Palma (fino a 10 persone) appena a valle di San Pellegrino

Cosa vedere

A San Pellegrino:

  • il Santuario
  • Il museo etnografico

Lungo il cammino:

  • L’oratorio e fontana di San Giminiano